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Di seguito alcuni rendering, le ultime notizie
Cari amici,
come avrete letto sulla stampa, dei due ricorsi presentati dalla nostra
associazione (col supporto anche del comitato fiera), il primo, relativo all'eccesso di volumetria, è stato respinto dal TAR principalmente perchè il ricorso originario (del 2004!) non era stato depositato entro il termine di 15 giorni bensì qualche giorno dopo. Sembra che solo il TAR lombardo imponga un termine più restrittivo dei "soliti" 60 giorni. Vista la rilevanza dei temi sollevati sembra assurdo respingere tale ricorso per una questione di giorni (dopo che intanto sono passati sei anni!). Contro questa sentenza intendiamo ricorrere al Consiglio di Stato.Il nostro secondo ricorso riguardava la "monetizzazione", cioè i soldi che Citylife aveva concordato di versare al Comune per compensare l'insufficienza di aree verdi rispetto alla volumetria, soldi a nostro avviso largamente insufficienti. Qui il TAR ci ha dato ragione, deliberando una maggiorazione di 16 milioni a carico di Citylife. Una grossa cifra, di cui il Comune avrebbe certamente bisogno di questi tempi, che forse gli arriveranno grazie all'iniziativa dei deprecati (da loro) comitati e delle poche migliaia di euro che abbiamo penosamente raccolto tra di noi (mentre paradossalmente i legali del Comune erano anch'essi schierati contro di noi!). Riteniamo che Citylife farà ricorso al Consiglio di Stato e noi vorremmo resistere.
Per poter sostenere entrambi questi ricorsi dobbiamo riaprire una raccolta di fondi. Ci servono 15-20.000 euro per gli avvocati, tanti ma anche pochissimi considerando la posta in gioco. I soci attivi dell'associazione hanno concordato di "tassarsi" contribuendo tra 500 e 1000 euro a testa.
Chiediamo a tutti di aiutarci, in proporzione al vostro entusiasmo ed alle vostre possibilità. Potete versare il vostro contributo sul conto corrente postale n° 62401872 intestato alla "Associazione vivi e progetta un'altra Milano".
Grazie e cordiali saluti
Rolando Mastrodonato
Presidente dell'Associazione
Il nuovo quartiere da Piazza Giulio Cesare (*) (clicca sull'immagine per vedere la foto attuale)

I grattacieli e le torri come saranno visti dal lato di viale Boezio, sulla sinistra le torri verso piazza Giulio Cesare,
sulla destra via Prati, in primo piano gli edifici affacciati su via Nievo e via Ferruccio

La Variante del 2008



Vista della torre di Hadid e delle residenze di Libeskind dal centro del gruppo di cinque edifici a sud-ovest

da Piazza Amendola-via Brin

Vista dal parco delle residenze di Libeskind verso piazza Amendola

Vista da via Spinola delle residenze di Libeskind

Modello di una residenza di Libeskind
Ceduti solo 90 appartamenti, la crisi frena anche Citylife: vendite al palo per i loft di lusso
Intervista a Mastrodonato su Milanotoday
Libeskind ridisegna il grattacielo storto
Le difficoltà finanziarie di Citylife sul Sole 24 Ore
Santoro su Annozero RAI: I soldi son desideri
Intervista a Mastrodonato e Boatti su C6TV Intervista a Fasoli su C6TV
LE INIZIATIVE CONTRO IL PROGETTO FIERA
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Lettera aperta al Sindaco Moratti
Milano, 18 settembre 2006
Il progetto “Citylife”, sull’area della “vecchia” Fiera, è la più importante iniziativa edilizia prevista per i prossimi anni, sull’ultima grande area rimasta all’interno della città.
Col PII approvato in gran fretta dalla Giunta precedente al termine del suo mandato si è persa una grande opportunità per uno sviluppo equilibrato e civile della città. L’abnorme volumetria concessa, più che doppia rispetto agli indici previsti dalle norme urbanistiche nazionali (e per questo abbiamo presentato ricorso al TAR, ancora in attesa di giudizio), ha un’unica giustificazione: massimizzare il ricavo dalla cessione del terreno. L’assurdo è che alla Fondazione Fiera, per finanziare il nuovo polo di Rho-Pero, sarebbe bastata la metà dei 530 milioni ottenuti da Citylife! Se invece del solo profitto si fosse perseguito il bello e l’interesse della città, che progetto stupendo si sarebbe potuto impostare!
L’abnorme volumetria (quasi un milione di m3) è all’origine di tutte le critiche mosse al progetto dai residenti e dal mondo della cultura milanese. Un insediamento che prevede 15.000 presenze giornaliere, una nuova città, in una ristretta are urbana non può non avere pesanti effetti sull’inquinamento e soprattutto sul traffico, gravissimo problema per il quale manca tuttora un preciso programma di interventi.
E’ solo per costruire tanta volumetria in poco spazio, e non certo per “modernizzare” Milano, che sono stati previsti tre assurdi grattacieli che offendono l’armonia del quartiere, due torri da 100 metri e casoni alti 12-15 piani che incombono sulle case prospicienti, di 4 – 6 – 8 piani al massimo.
Questo progetto è stato deciso da poche persone e da alcuni “poteri forti”, è stato imposto dall’alto evitando qualsiasi confronto con la città e respingendo qualunque obiezione o suggerimento. La nostra Associazione ha raccolto e protocollato 3.000 firme di cittadini in una lettera aperta al sindaco Albertini, ma non siamo mai stati ricevuti, nemmeno dall’assessore Verga. Abbiamo organizzato vari convegni anche di elevato contenuto culturale senza che mai alcun rappresentante della vecchia Giunta sia intervenuto. Ma l’opposizione è ben più ampia. Innumerevoli sono stati gli interventi sulla stampa di architetti ed urbanisti critici del progetto (una rassegna è disponibile sul sito www.quartierefiera.org); il Consiglio di Zona 8 non è mai riuscito ad esprimersi sul progetto perché anche consiglieri della CdL hanno votato contro o si sono astenuti; le moltissime critiche sollevate nella seduta del Consiglio Comunale del 15 settembre 2005 sono rimaste senza risposta; le molte osservazioni sollevate dalla stessa Provincia e Regione, nel quadro della VIA, sono state completamente ignorate, con l’approvazione del progetto in Giunta a poche ore dal loro ricevimento.
Lei, signor Sindaco, ha dichiarato più volte di voler ascoltare la città, di voler inaugurare un diverso modo di far politica, basato anche sul dialogo e sulla ricerca del consenso. Ci auguriamo pertanto che vorrà promuovere un tavolo di confronto con la cultura e le associazioni milanesi, per una profonda revisione del progetto. In attesa di incontrarla, le anticipiamo varie modifiche che, a nostro giudizio, potrebbero essere realisticamente introdotte:
1) ridurre la volumetria complessiva di almeno il 30%, eventualmente con parziale ristorno del prezzo da parte della Fiera.
2) riallocare il verde, che oggi è “chiuso” e attorniato dai nuovi edifici, verso il perimetro esterno, in modo che sia fruibile anche da parte degli attuali residenti del quartiere, ed abbia i connotati di un vero parco piuttosto che di verde condominiale per i nuovi edifici.
3) ricollocare gli edifici previsti attorno al perimetro del terreno verso la parte settentrionale dell’area, evitando in ogni caso che sugli edifici esistenti incombano nuovi edifici di maggiore altezza.
4) Ricomprendere nel PII i 60.000 mq che la Fiera ha voluto riservare al proprio uso contrariamente a quanto originariamente previsto nell’Accordo di Programma, ottenendo così una sostanziale riduzione dell’intensità dell’insediamento.
5) Cogliere questa occasione per estendere nell’intorno dell’area di trasformazione la superficie pedonalizzata con l’interramento di porzioni di viabilità pubblica, specialmente nelle piazze Arduino e VI febbraio.
6) Ricalcolare l’importo dovuto al Comune per la mancata concessione di aree pubbliche sulla base dell’effettivo valore delle aree (anche per finanziare gli interventi sulla viabilità).
7)
Sostituire i previsti museo del design e museo del bambino con progetti
più utili alla città, in particolare impianti sportivi. Ed assegnare la
costruzione di questi progetti per
gara invece di affidarli a Citylife, visto che vengono finanziati con soldi del
Comune, come richiesto dalla normativa europea.
Chiediamo che la revisione del progetto in base ai criteri sopra elencati venga sviluppata in collaborazione con l’ Associazione e con le altre istanze che, in rappresentanza dei cittadini residenti, si sono espresse criticamente sul progetto, in modo da garantire che la trasformazione di una intera parte di città non sia determinata soltanto dall’interesse commerciale dell’imprenditore ma tenga effettivamente conto del punto di vista della popolazione.
Ci auguriamo poi che il Comune non proceda alla firma della convenzione con Citylife sintanto che non venga elaborato ed approvato un dettagliato piano del traffico, incluse le opere necessarie ed il loro finanziamento. In particolare, non è stato sinora approfondito l’effetto che l’ingresso di migliaia di auto nei parcheggi sotterranei del nuovo complesso potrà avere sui flussi in entrata/uscita da Milano, sui viali che attorniano la “vecchia Fiera”, già oggi costantemente intasati nelle ore di punta. Citylife considera questi, forse a ragione, aspetti che non la riguardano. Ma per il Comune, consentire l’avvio della costruzione del nuovo progetto senza aver ben valutato gli effetti sul traffico, e programmato i relativi interventi (e costi) sarebbe un atto di grave irresponsabilità.
Rolando Mastrodonato
Presidente dell'Associazione Vivi e Progetta un’Altra Milano
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